mercoledì 22 dicembre 2010

Se Sparta piange...

" Mi attira un chiarore che non illumina neanche il corpo della banchina. La tramontana imperversa nella notte sopra l'insenatura di Riddarfjaerden e mi sferza il viso.Mi chino in avanti e guardo nell'acqua : riflette il buio,e nel suo fondo danzano le sagome di edifici.Macinini tossicchiano sotto i lampioni, filobus svoltano l'angolo in una pioggia di scintille. Persone allungano il passo lungo i marciapiedi in uno svolazzare di mantelli, pastrani e cappelli. Là sotto giace il quartiere perduto; fu demolito e rovesciato nell'acqua.
I caffé da leggenda, i cortili in cui ci si poteva dare la mano da una finestra all'altra, le vie dalle pendenze da scalare più che da salire, i palazzi dalle travature in legno e dalle scritte in latino, gli incroci,le redazioni dei giornali,gli alberghetti presso cui stazionavano le puttane ed i ladri del porto. Il tempo si è dissolto, ma il luogo è lo stesso. Prendo il mio iPhone dalla tasca, avvio il programma delle mappe,vedo la mia posizione che assume la forma di una pallina blu che pulsa nel cuore di Stoccolma.Su un' isola, sullo stretto che separa il terzo lago della Svezia per grandezza della Svezia, il Maelaron, dal Baltico.La città sull'acqua, la Venezia del Nord. M'ergo su Riddarholmen, là dove la Luna è sorta. Sotto di me nell'acqua giace il quartiere perduto, ma alle mie spalle si stende il quartiere morto. Qui, dove tutti i meridiani e le parallele di Stoccolma s'intersecano,non abita più nessuno.
I palazzi sono orbite di teschi, e  nei ciottoli delle piazze non risuona ora nessun passo. Le ossa di antichi re e regine riposano sotto i pavimenti in pietra fra velluti ricamati in oro. Ma se io seguissi la banchina [...] vedrei dall'altra parte dell'acqua che lì il sogno della modernità si è realizzato in città. "
Peter Froeberg Ioling," La Repubblica ", 15 Dicembre 2010

                          Veduta di Stoccolma dalla baia di Riddarfjaerten.

Personalmente ho trovato questo articolo di Froeberg, uno dei giallisti scandinavi presenti in forze nelle nostre librerie, molto bello, tanto da sentire impellente il bisogno di ricopiarlo.
Niente sbrodolamento d'aggettivi, nessun avverbio in "-mente" o simili a fare da pendaglio per ogni verbo, ma solida concretezza nordica sin nelle virgole!
Davvero una boccata di ossigeno per noi poveri lettori italiani, stretti come siamo fra il fantasy monnezzone all'italiana e gl'asfittici romanzi tre-camere-e-cucina...

                                                   SORPRESA!

" Un chiarore appena percettibile mi attira verso il bordo della banchina. Il vento notturno imperversa gelido sopra l'insenatura di Riddarfjaerden. Mi chino in avanti e guardo nell'acqua nera. Giù nel profondo vedo edifici fiocamente illuminati. Automobili antiquate passano sotto i lampioni, filobus svoltano l'angolo in una pioggia di scintille luccicanti. Personaggi con in testa il cappello ed avvolti in pesanti pastrani e mantelli camminano frettolosi lungo i marciapiedi. Là sotto giace, il quartiere perduto. Quello che fu demolito e rovesciato giù nell'acqua. I caffé leggendari, gli angusti cortili, le ripide pendenze delle vie, i palazzi plurisecolari, gli incroci, le redazioni dei giornali, gli alberghetti sordidi. Il tempo si è dissolto, ma il luogo in sè è lo stesso.Prendo il mio iPhone dalla tasca, avvio il programma delle mappe, vedo la mia posizione assumere la forma di una pallina blu che pulsa gentilmente, piantata proprio nel cuore di Stoccolma. Su un'isola, nello stretto sottile che separa il terzo lago per grandezza della Svezia, il Maelaren, dal Baltico. La città sull'acqua,la Venezia del Nord. Sono ritto sul margine occidentale di Riddarholmen. Sotto di me nell'acqua giace il quartiere perduto, ma alle mie spalle si stende il quartiere morto. Qui, nel punto più centrale di Stoccolma, non abita nessuno. I palazzi sono vuoti, la piazza acciottolata deserta. Avvolte di veluto ricamato in oro, le ossa di antichi re e regine del paese riposano sotto i pesanti pavimenti di pietra della chiesa di Riddarholmen. Ma se seguissi la banchina[ ...] vedrei dall'altra parte dell'acqua qualcosa di totalmente diverso. Lì, il sogno della città moderna si è realizzato."
No, signori, non è un seguito scandinavo dell' indimenticato Ancess-Le Chiavi del Fato , che grazie a Gamberetta e Zweilawyer tanto ci ha fatto sbellicare: è che per un attimo ho voluto provare l'ebrezza erotica di sgranare stronzate a raffica come i migliori critici professionali, ma non ce l'ho fatta, sorry.
Che volete, troppo giovane per avere le due dita di pelo nello stomaco assolutamente necessarie-quello sopra è sempre  l'articolo di Froeberg, ma stavolta in versione originale e non editata dal sottoscritto.

                                            Copertina di " Le Chiavi del Fato "

Penso che io, scrittore dilettante, neanche a farlo apposta metterei in fila tanti errori, di stile se non di grammatica, quanti Herr Froeberg, romanziere professionista. e, no, la differenza fra Italiano e Svedese non è una giustificazione.
D' accordo, la traduzione a brutto male si vede in perle come la virgola fra soggetto e verbo in " là sotto giace, il quartiere perduto ", roba che manco i bambini speciali alle Elementari, ma non credo che il traduttore sia respnsabile anche dello stile, francamente imbarazzante.

Lo Svedese è una lingua simile al Tedesco per il lessico, ma simile all'Inglese per la struttura : niente casi né declinazioni, neppure per i verbi( grazie, corsi di linguistica! )
                                                              
Aggettivi vaghi come  perduto o morto( ma che stai a ddì!? ), pleonastici come scintille luccicanti (perché,esistono anche scintille tenebrose ?!?) o semplicemente inutili come pesanti pastrani( come è noto, esistono anche i pastrani da estate...), parolaccie come avverbi in "-mente" e non quali una pallina blu che pulsa gentilmente ( già che c'era, in effetti, poteva anche mannattece) ed infine l'oscena combo aggettivo+aggettivo di acciottolata deserta ( stop, aggiungerebbe Dalla...), quindi, sono osceni sia in traduzione sia in lingua originale, per di più una lingua fisicamente portata alla concretezza.
Il fatto che questo sia un articolo di giornale, e non un racconto, non depone poi a favore dell'autore, ma contro : sapete quanto ho messo a (ri)scrivere quell'articolo? Un'oretta scarsa, correzioni comprese!
Cos'ha impedito a Froeberg di cacare  queste due o tre righe scrivendole con tutti i crismi?

                        Se pensate a loro, no, non sono una valida giustificazione!!!
                      
Un brutto vizio della cronaca italiana è di stare sulla notizia per "sciami";un giorno ci sono i chirurghi macellaj, il giorno dopo gli Zingari rapitori di bambini, il giorno dopo ancora i cani killers...
Un ancor più brutto vizio dell'editoria italiana è di ripigliare questo schema e di usarlo pari pari per decidere cosa portare in libreria; abbiamo avuto il momento dei maghetti ai tempi di Harry Potter, ora abbiamo il momento dei giallisti scandinavi sulla scìa di Laarson, e fra poco magari avremo il momento degli ippopotami rosa assassini!
Non basta la produzione autoctona, leggi gl'imbrattacarte itaGliani,o proprio non ci puoi ricorrere, e svedesizzare Scognamiglio è proprio dura, signora mia? Non importa!
Basta pigliare il King norvegese dei poveri o la Meyer inglese della mutua, fare una traduzione mongol-style in tempi da pit-stop, gettarlo in libreria a calci là dove non batte il sole, e poi passare all'incasso: per la legge del mercato qualche pollo tuo da spennare lo troverai sempre, quando scatta la moda libraria X o Y.
E allora perché spremersi per trovare roba decente?

                              Sì, l'Amazzonia viene abbattuta per questo...

Perciò, se un libro ha valicato le Alpi ed è adesso nelle nostre librerie, se un libro ha avuto un gran successo in Europa ed ora è anche in questa succursale dell'Africa( Nera), se un autore di fantascienza si chiama Smith e non Brambilla, ricordatevi sempre questo, prima di mettere le mani in saccoccia e sputtanare 20€ guidati dall'esterofilia italiota:
tradurre un bravo autore estero; farlo arrivare in libreria;far risaltare per converso il valore medio-basso della nostra offerta.
Dove starebbe il tornaconto per Lord Rizzoli e Lord Mondadori e relativa compagnia d'orchetti?

                                        Acquisti in una libreria italiana

Oltre ai siti di Gamberetta, del Duca, di Zwilawyer e di molti altri che adesso dimentico, esistono altre due stelle polari per evitare sòle,che coll'approssimarsi di Natale crescono esponenzialmente come il tasso di colesterolo a tavola e nel sangue: Ibs ed aNobii .
Ve li raccomando-anche se lì le critiche sono da prendere colle molle e discriminate caso per caso, non saranno mai bugiarde quanto quelle che appaiono sulla carta da cesso stampata.
Mi piacerebbe mettere nel novero anche il mio di sito, ma sono abbastanza onesto da sapere che, al momento,peccherei di ybris, visto che ne ho da mangiare di polenta....
A breve, comunque, un po' in ritardo per farvelo trovare sotto l'albero di Natale, ma forse abbastanza prima di farvelo trovare dal coniglietto di Pasqua, mi dovrei cimentare anche io con una mia critica letteraria, magari in più puntate: "Acciaio" di Silvia Avallone.
Spero che vi piaccia... ^_^
Stay tuned for other posts!


             " Basta trash italiano! Da oggi vado in America! Bookstores, arrivo!"
             " Ehm, ti ricordi da dove viene la Meyer, vero...?"
             " Ma porca...!!! "

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